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Tra le rovine del tempio remoto di Beng Mealea

A circa 60km dal complesso principale di Angkor, si trova un’antico tempio immerso nella fittissima giungla. E’ il tempio remoto di Beng Mealea, che non essendo mai stato restaurato conserva ancora intatto il suo fascino selvaggio e la magia dell’avventura. Se per una volta volete provare il brivido di sentirvi degli esploratori alla Indiana Jones, allora questa è un’esperienza che non potete perdere!

Dopo aver trascorso la mattina al villaggio galleggiante di Kompong Kheang, il pomeriggio ci dirigiamo verso Beng Mealea. La nostra guida ci spiega che questo tempio, a differenza degli altri, non è mai stato soggetto ad alcun restauro di proposito. Proprio per lasciare una testimonianza dello stato in cui sono stati ritrovati gli antichi templi di Angkor, quando ancora erano completamente nascosti nella foresta. Il tempio è dedicato a Visnu e ha una struttura architettonica simile ad Angkor Wat, ma di dimensioni molto più modeste. Sopanha ci dice anche di seguire senza variazione il suo percorso tra le rovine, perchè…non sia mai che ci sia qualche mina inesplosa! Mi auguravo scherzasse, ma è un dato di fatto che la Cambogia ha il primato di paese con più ordigni inesplosi al mondo. Tuttavia, è anche vero che la zona turistica di Angkor e dintorni è stata sminata da anni e può considerarsi sicura. In ogni caso, è sempre bene seguire i percorsi indicati e nessuno di noi ha fatto diversamente!


Iniziamo quindi la nostra esplorazione camminando per i lunghi corridoi a cielo aperto e arrampicandoci sui blocchi crollati. Infatti sono molti i punti in cui si vedono ammassi di capitelli e muri ormai ammucchiati a terra. Ma proprio la fatiscenza di questo tempio e la rigogliosa natura che lo circonda, rendono questa esperienza veramente speciale. Le radici degli alberi sono ormai parte integrante della costruzione, come se la natura e la sacralità del tempio si fossero uniti in un’ unica entità. Ricordo che ad un certo punto del nostro percorso iniziò a piovere, proprio quando stavamo costeggiando un bacino d’acqua arrampicandoci sui bordi di un muro.
Quello fu un momento davvero unico, la pioggia creava mille riflessi colorati sullo specchio d’acqua dello stagno e la natura sembrava essersi risvegliata con il fruscio del vento che muoveva le foglie. La magia degli elementi e della foresta ci circondava. Per un’attimo ho volato con la fantasia, immaginandomi la grande emozione di chi si è imbattuto per la prima volta in questi luoghi sperduti, i brividi dietro la schiena non sono mancati!


Semmai doveste visitare i templi di Angkor in Cambogia, vi consiglio con tutto il cuore di dedicare qualche ora del vostro tempo a questo bellissimo posto. Soprattutto perchè essendo più lontano e isolato rispetto agli altri templi, rimane fuori dal circuito più turistico e può offrire un’esperienza decisamente più autentica. Più solitaria. Più intima.
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2 thoughts on “Tra le rovine del tempio remoto di Beng Mealea

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