Skip to main content

La storia e i misteri di Angkor

Nel periodo compreso tra il IX ed il XV secolo Angkor è stata la capitale del potentissimo impero Khmer, che nel suo periodo d’oro dominò gran parte del sud-est asiatico (Thailandia, Laos e Vietnam meridionale).

La città fu fondata da Jayavarman II, un principe che aveva vissuto in quello che all’epoca era il regno di Giava (Indonesia) e che in seguito tornando in patria importò arte e cultura giavanesi. A lui seguirono una lunga dinastia di imperatori che contribuirono nel tempo all’espansione della città con la costruzione di numerosi templi ed edifici.

Nell’apice della sua espansione Angkor arrivò ad avere un milione di abitanti, in un periodo storico in cui Londra contava circa 50000 cittadini. Importante fu il ruolo di Suyavarman II, che fece costruire il famoso Angkor Wat. Ovvero il tempio più grande della città (oggi considerato il più vasto sito religioso al mondo e patrimonio dell’Unesco) dedicato al dio Vishnu. La particolare struttura del tempio rappresenta il cosmo indù, con i suoi oceani alla periferia e la montagna Meru al centro del suo universo.

L’ultimo importante re di Angkor fu Jayavarman VII, che vinse la guerra contro i Cham riscattando la città dall’invasione e che in seguito unificò il regno. Il re fece inoltre costruire la nuova capitale Angkor Thom, al cui centro fu edificato l’imponente tempio Bayon, con ben 216 teste in pietra rappresentanti il volto del buddha (Jayavarman VII era seguace del Buddhismo Mahayana). Il successore non fu altrettanto abile in battaglia e con il tempo l’impero khmer si indebolì, finchè non arrivo il crollo totale. Sconfitti dai Thailandesi, i khmer dovettero abbandonare la loro meravigliosa città e spostarsi sempre più a sud lungo il mekong. Cominciarono gli anni oscuri della Cambogia e la città fu letteralmente dimenticata. E questa è la parte più bizzarra della storia, i khmer stessi arrivarono a dimenticare l’esistenza di questa incredibile città tempio ormai abbandonata. Con il tempo costruirono una nuova patria e una nuova capitale e nel frattempo l’antica città veniva letteralmente inghiottita dalla fitta giungla!

Per ben 400 anni Angkor rimase dimenticata e nascosta dalla vegetazione tropicale, finchè nel 1860 non arrivarono in Europa i resocinti dell’esploratore francese Henri Mouhot, che raccontava di una meravigliosa città fantasma immersa nella foresta e costruita da una civiltà sconusciuta.Da quel momento in poi Angkor cominciò ad essere oggetto di grande interesse per archeologi e storici fino ai nostri giorni, poichè molti misteri su questa “città tempio” non sono stati ancora decifrati.

Uno dei tanti misteri riguarda il famoso Angkor Wat e i 1796 ritratti di figure femminili (definite Apsaras o Devata) che appaiono in ogni angolo del tempio e di cui non è ancora chiaro il vero ruolo e significato.
La cosa più incredibile è che ogni singolo ritratto in pietra dei 1796, è diverso e non ci sono duplicati!


Altri affascinanti misteri relativi ad Angkor Wat, riguardano il suo posizionamento astronomico e le molte teorie in merito. Si dice che il giorno dell’equinozio di primavera, proprio davanti alla porta di ingresso orientale, è possibile vedere sorgere il sole esattamente sulla cima della torre centrale del tempio. Ma anche in questo caso, molti significati sono rimasti oscuri.

Che dire poi del rinomato bassorilievo rappresentante la “zangolatura dell’oceano di latte”? Si tratta di un mito induista (narrato anche nel Purana, Ramayana e Mahabharata) nel quale Ashura e Deva (angeli e demoni) sono impegnati a tirare il corpo del dio serpente Vasuki, avvolto attorno al monte Mandera. E che in questo moto vorticoso (come il latte che si burrifica nell’operazione della zangolatura) l’oceano latteo si addensa svelando le creature nascoste nelle sue profondità e dando forma al mondo reale. Tutto questo, rappresentato in un lunghissimo ed enigmatico bassorilievo!

Un’altra figura presente in quasi tutti i templi di Angkor è quella del Naga (serpente con 7 teste), che fa parte sin dall’antichità della mitologia induista e buddhista. Una vecchia leggenda Cambogiana narra di una razza di rettili proveniente dall’oceano pacifico e di una loro principessa che sposò il primo re dell’antica Cambogia, dando origine al popolo cambogiano. Che dire, una leggenda senz’altro bizzarra ma allo stesso tempo tremendamente affascinante. Come del resto è Angkor e i suoi mille miti e indecifrabili misteri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *